Todos quieren matar a Carrero

Ci sono voluti quasi quarant’anni per far luce sulla morte di Carrero Blanco, il primo ministro spagnolo che Francisco Franco aveva indicato come delfino, ma alla fine alcuni documenti e sopratutto alcune coraggiose testimonianze hanno consentito ad Ernest Villar di scrivere un libro verità, “Todos quieren matar a Carrero, sull’attentato più’ incredibile accaduto nella Spagna moderna.
Carrero Blanco infatti non solo fu ucciso ma fu fatto saltare in aria per dieci piani chiuso nella sua auto con gli uomini di scorta mentre percorreva una strada centrale di Madrid in un attentato perfetto, senza una sbavatura, un qualche cosa che ha dell’incredibile visto che fu realizzato nella Spagna franchista, una dittatura che controllava ogni movimento dei propri cittadini.
Ufficialmente e materialmente furono i terroristi dell’Eta a compiere l’attentato, ma la cosa che non mi aveva mai convinto era il fatto che all’epoca, siamo nel 1974, l’Eta non aveva il know how pwe compiere un attentato del genere, era agli albori del suo percorso criminale e non aveva mai fatto attentati fuori dalla regione basca.
Da sempre avevo sospettato che solo con complicità interne al regime e sopratutto con l’ausilio di qualche potenza straniera potevano realizzare una strage di quel tipo.
In effetti Ernest Villar dimostra con fatti, documenti e testimonianze dirette tutte le complicità all’interno del regime che portarono a nascondere tutte le informazione sul nucleo di fuoco dell’Eta che si era spostato a Madrid per organizzare ed attuare l’attentato.
Furono diverse le segnalazione e le indicazioni che avrebbero portato facilmente all’arresto dei terroristi, ma tutte si fermarono negli alti uffici di chi doveva prendere le contromisure e bloccarli.
Ma gli elementi più’ interessanti sono le prove della complicità della CIA e degli americani nell’esecuzione degli attentati.
Gli attentatori avevano preso casa e scavarono la galleria dentro alla quale misero l’esplosivo che squarcio’ il manto stradale facendo volare l’auto di Carrero Blanco, nelle adiacenze dell’ambasciata americana e furono filamati ed individuati dagli americani grazie alle telecamere di sorveglianza della loro ambasciata.
Ovviamente nessuno dell’ambasciata americana segnalo’ la cosa, anzi….
Tutta la logistica degli sprovveduti baschi fu gentilmente concessa da uomini legati ai servizi del regime spagnolo e da agenti americani e anche al momento dell’esplosizione una manina aiuto’ gli sprovveduti terroristi a realizzare un attentato perfetto, aumentato e perfezionando la carica dell’esplosivo.
La Spagna come l’Italia a metà degli anni settanta erano un campo di battaglia dove forze locali legate a potenze straniere, ad est come ad ovest, portarono avanti una guerra non dichiarata in cui inermi cittadini, uomini di stato e forze dell’ordine persero la vita.
Per certi versi e per le modalità nell’esecuzione, terroristi inesperti che operano grazie a complicità straniere, la morte di Carrero Blanco ricorda quella di Aldo Moro, lo statista italiano rapito e ucciso dalle Br che non agirano da sole, a cominciare da quel cecchino straordinario dall’accento tedesco sulla moto che uccise gli uomini di scorta senza neanche ferire il leader dc e mai individuato. Anche nel caso Moro tutte le informazioni e le azioni per liberarlo furono bloccate……
Ora si parla anche della complicità palestinese, del lodo Moro….
Ma perché uccisero e lasciarono uccidere Carrero Blanco?
Perché era un militare integerrimo, e aveva denunciato molti corrotti del regime e sopratutto era colui a cui Francisco Franco, che morirà esattamente un anno dopo, aveva lasciato l’eredità e avevano paura che con lui si perpetuasse il regime. In verità Carrero Blanco aveva scritto una missiva privata al futuro re di Spagna, Juan Carlos, in cui rimetteva nelle mani del monarca il suo incarico di primo ministro, una volta che avesse preso possesso della corona.
Ma Carrero Blanco aveva anche un altro difetto, non amava molto gli americani o meglio non accettava un ruolo sottomesso del suo paese di fronte alla superpotenza d’oltre oceano e solo due giorni prima della sua morte aveva incontrato Kissinger e aveva risposto a muso duro ad una richiesta del segretario di stato americano che chiedeva più basi americani nel suolo spagnolo, un atteggiamento che gli costò caro.
Un bel libro e ben documentato quello di Erensto Villar, purtroppo solo in lingua spagnola, ma è un libro da leggere per chi ama la storia.

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