Quella corsa a Pamplona

Sorrido ogni volta che dico a qualcuno che vado a Pamplona a correre con i tori. Le reazioni sono sempre di due tipi: o sei matto o che fico! Per pietas tralascio qualche insulto animalista che arriva puntuale …..

Nessuno va oltre.

Ma forse la colpa è mia, dovrei viverla più intimisticamente, evitando di raccontare cosa si provi a partecipare ad un evento che nel suo genere rimane unico, il più affascinante, ma che lo devi vivere, non raccontare.

Eppure sono molti quelli che come me che vanno a Pamplona solo per correre, si preparano alla sfida per mesi, si scambiano informazioni su come correre, si rivedono all’appuntamento come fossero vecchi amici e magari neanche sanno il nome l’uno dell’altro.

E’ una innanzitutto  una sfida con te stesso, vincere la paura di una cosa non naturale e che ha i suoi rischi come tutte le cose emozionanti, ma se si usa la testa e la tecnica e’  meno pericolosa di quello che uno possa pensare. Esattamente come il paracadutismo, uno sport che mi è rimasto nel cuore.

E poi c’è quell’atmosfera quasi magica che cresce ogni secondo di più man mano che ti avvicini al momento  e che esplode, dopo la rituale preghiera a San Firmin, quando senti i botti che annunciano l’apertura delle porte e incominci a udire i tori trottare insieme ai campanacci dei buoi che li accompagnano, mentre tu inizi la tua corsa.

Centinaia e centinaia di persone che incominciano a correre, l’obbiettivo arrivare dentro la Plaza de Toros insieme ai tori, una volta passati si chiude infatti il grande portone e solo se sei dentro puoi dire che ce l’hai fatta.

La corsa dura pochi minuti, e’ velocissima devi stare attento ai tori, ma sopratutto a chi corre con te, non ti devi fermare, se qualcuno cade continua a correre, se qualcuno si frappone tra te e il tuo percorso appartalo con tutta la forza, non ti fermare corri, sei solo e solo devi arrivare alla meta.

Sono pochi minuti, ma intensissimi che concentrano tante cose: forza fisica, freddezza, astuzia, prontezza di riflessi, rischio………tu chiamale se vuoi, emozioni cantava il grande Lucio come correre a fari spenti nella notte…. Ma che la racconto a fare, se non la provi, non capisci.

In un mondo poi in cui la massima gioia e’ vedere 22 scemi in mutande correre dietro a una palla e’ difficile comprendere perché uno corre a Pamplona………

 

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