Ppe caduta libera

Ormai il terrore di una cocente sconfitta elettorale sta creando il panico tra i dirigente del Ppe.

Ogni giorno escono notizie di scandali che coinvolgono la cupola del Ppe, del passato ( Rato, Trillo e Pujalte )  e del presente (Alfonso Rus presidente dell’importante consiglio regionale Pais Valencianos roccaforte del Ppe), ormai è una guerra di tutti contro tutti, con lo sbiadito Rajoy rinchiuso negli uffici della Moncloa terrorizzato dai sondaggi.

La situazione ricorda gli ultimi mesi del governo socialista di Gonzales, che per quindici anni governo’ la Spagna nella difficile epoca della transizione. Allora come oggi, nonostante i successi in campo economico e del processo di modernizzazione del Paese,  il governo rischia di essere travolto elettoralmente da un mix devastante di scandali e lotte intestine di tutti contro tutti.

Non passa giorno che non ci sia una gaffe di qualche alto dirigente del Ppe o la notizia di uno scandalo che coinvolga il partito di governo, e l’immagine dei popolari viene scalfita con vere e proprie picconate da tutti i media compresi quelli storicamente a loro vicini.

I sondaggi danno il Ppe in caduta libera e ciò paradossalmente visto  gli indubbi successi ottenuti in campo economico e la parabola discendente di Podemos, i temuti grillini in salsa ispanica, che tanto hanno fatto temere la politica spagnola per la loro capacità di aggregare il voto populista.

Sembra quasi che un virus si sia impossessato delle menti degli esponenti del  vertice del Ppe che deliberatamente li sta portando ad un suicidio elettorale: un’immagine da fine impero.

Di tutto questo il massimo responsabile e’ sicuramente Rajoy, un burocrate di partito senza carisma che sta gestendo la difficile situazione nel peggiore dei modi, cercando di rimandare le decisioni e subendo passivamente gli eventi.

La novità è che di questa difficile situazione del Ppe non ne sta godendo, in termini elettorali, il Psoe ossia lo storico avversario, ma Ciudanos, il partito di Albert Rivera, di ispirazione liberale, che grazie ad una politica molto ferma contro la corruzione politica e con proposte innovative e molto moderne sta volando nei sondaggi.

L’ipotesi più realistica e’ che questa nuova situazione porterà alla fine del bipartitismo che, dalla fine della dittatura, ha rappresentato il perno della politica spagnola.

Intanto per la prima volta qualcuno nel Ppe incomincia a pensare che la candidatura di Rajoy come leader di governo alle prossime elezioni nazionali di fine anno non è più così scontata. Saranno i risultati delle amministrative del prossimo mese che scioglieranno questo nodo, nulla appare così scontato come solo pochi fa.

Difficile dire se il Ppe sarà in grado di raddrizzare una situazione ad oggi fortemente compromessa, manca un  leader carismatico come Aznar che attualmente non appare all’orizzonte.

Probabilmente è la fine di un ciclo, la fine di una classe dirigente che è arrivata al capolinea e anche la fine di un sistema bipartitico che non ha saputo rinnovarsi e che oggi mostra i suoi evidenti limiti.

Nuove forze politiche si stanno affacciando, hanno un’immagine innovativa e leadership carismatiche, la Spagna cambia ancora.

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