Perché in Spagna non c’è una destra populista

In Europa, grazie alla crisi economica e al l’immigrazione, spopola la destra populista e xenofoba, più o meno ricollegabile ad ideologie naziste o neofasciste. In Spagna no. Tante volte mi sono chiesto perché  e devo dire che non è facile rispondere a questa domanda.

Vediamo di seguire un ragionamento logico. In Spagna l’unico movimento assimilabile al fascismo, fu la Falange de la Jons di Jose’ Antonio Primo de Rivera, Ledesma Ramos e Onesimo Redondo. Una formazione composta sopratutto da giovani intellettuali, artisti anticonformisti degli anni trenta. Furono spiazzati dall’alzamiento del 18 luglio del 1936, l’intera cupola si trovava a Madrid e caddero nelle mani dei repubblicani che li fucilarono tutti nei primi tre mesi della guerra civile. I pochi sopravvissuti, tutte seconde file, combatterono nelle con i nazionali di Francisco Franco che uso’ i loro simboli, li strumentalizzò, ma li mise ai margini della politica.

Il franchismo fu innanzitutto un regime reazionario e clericale, del fascismo aveva solo il carattere autoritario, ma ideologicamente era molto distante. Crollato il franchismo nel 1975 alla morte del Caudillo, della Falange non era rimasto nulla se non simboli e sedi vuote, quello spirito giovanilistico, baldanzoso, anti borghese e anti marxista era morto tanti decenni prima insieme ai suoi giovani leader, morti senza colpa e usati dal regime come icone e per questo dimenticati da una Spagna che voleva voltare pagina.

All’estrema destra nacquero formazioni come Fuerza Nueva, molti militanti, pochi voti. Eleggevano sempre solo un deputato il notaio Blas Pinar, un nostalgico franchista molto legato agli ambienti militari tanto che fu l’unico deputato che rimase tranquillamente seduto al suo scranno parlamentare quando il tenente colonnello Tejero tento’ il colpo di stato il 23 febbraio del 1981, irrompendo nel parlamento spagnolo.

Gruppuscoli senza idee, programmi e leader che in tutti questi anni sono sempre rimasti al margine della politica spagnola.

Sul piano elettorale la nascita di Alianza Popular prima e il Partido Popular dopo,  ha garantito una rappresentanza a quell’elettorato di destra che voleva dimenticare il franchismo senza rinnegarlo e anche questo è un dato che ha pesato molto sulla nascita e la crescita di una destra populista.

Ma veniamo ai due temi che hanno garantito la crescita di una destra populista e xenofoba in Europa.

Immigrazione.

La Spagna ha gestito molto bene il tema immigrazione almeno sino ad ora. Grazie all’enclave di Ceuta e Mellila qualsiasi tentivo di invasione dall’Africa viene bloccato sul nascere. Le leggi in materia di immigrazione sono molto severe e sia destra che sinistra non hanno mai derogato dal principio: permesso di soggiorno solo a fronte di posto di lavoro. Qualche problema lo si è avuto con i cittadini europei dei paesi dell’est tipo i rumeni, ma la severità della legge spagnolo in termini di delitti ed espulsioni ha contenuto i danni.

Sostanzialmente i casi di tensione, con qualche eccezione nel sud della Spagna, tra cittadini spagnoli e immigrati sono stati molto rari e lo spagnolo, a fronte di norme certe in termini di applicazione della legge, ha  sempre visto gli immigrati come una opportunità per la crescita ( il boom dell’agricoltura spagnola e’ molto legata all’uso di manodopera immigrata ). Il problema poi zingari è inesistenti, i gitanos, come vengono chiamati qui, sono stanziali, vivono in alloggi normali e sono pienamente integrati. È tanto vero ciò, che molta della cultura spagnola conosciuta dai turisti, ad esempio il flamenco, è fatta sopratutto da gitanos: Joaquin Cortes, per fare un nome.

La crisi economica e l’Europa.

Non esiste un partito in Spagna no euro, perché la Spagna deve tutto all’Europa, il suo boom economico e il suo sviluppo in termini di infrastrutture e’ frutto di un intelligente e professionale utilizzo delle risorse europee che gli spagnoli hanno saputo prendere e utilizzare dai fondi europei. Oggi la Spagna probabilmente è il paese più europeista in assoluto. La rabbia della crisi si è imputata sopratutto alla corruzione della politica, sopratutto locale, e alle banche. Un’ampia pulizia fatta nel settore bancario e la crescita di partiti nuovi moderati che hanno fatto della legalità il loro cavallo di battaglia ha tolto qualsiasi terreno ad una destra populista.

Non vedo sinceramente un futuro per la destra populista e nostalgica qui in Spagna. Forse l’unico argomento potrebbe essere il fondamentalismo islamico.  Qui non hanno mai dimenticato il califatto di Cordoba e Granada e certo il fatto che nel mondo arabo parte della Spagna venga ancora disegnata come apparente a quel mondo, non aiuta alla distensione. Ma l’Isis è ancora troppo lontana per far paura, nel dubbio c’è la garanzia del Tercio, immarcescibile legione straniera, corpo scelto dell’esercito spagnolo, sicuramente più affidabile di un Salvini di turno.

È così per trovare qualche militante della destra radicale si deve andare allo stadio, tra le curve degli ultras, ma anche li hanno vita difficile vedi la curva Ultra Sur del Real Madrid a cui ora è impedito l’accesso allo stadio. Testimonianza pura ormai, nulla di più e i motivi come ho descritto ci sono, non è casualità.

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