Non tutti sono Bertone, Biffi docet

Mangiapreti e laico fino al midollo, quale sono, aspettavo pero’ sempre Natale perché, oltre ad essere una festa che adoro, era l’occasione, grazie all’amico Paolo Foschini ciellino doc, per visitare, con la scusa degli auguri, il cardinale Biffi, dopo il suo ritiro da titolare della diocesi bolognese.

Per i casi della vita ho  conosciuto infatti Biffi di persona solo quando, raggiunta l’età massima per mantenere incarichi all’interno della gerarchia ecclesiastica secondo le regole della Chiesa cattolica,  si era ritirato in attesa della chiamata eterna.

In verita’ non  era casuale ciò, non ho mia chiesto nulla agli uomini della chiesa e nulla avevo da offrire a loro per cui non ho mai frequentato la curia e i suoi rappresentanti anche quando ho raggiunti i vertici di governo della mia città.

Mi incuriosiva l’uomo, la persona, il suo pensiero al di là del suo ruolo e non mi sbagliavo. Conservo splendidi ricordi di quei colloqui che talvolta, con grande sorpresa dell’amico Foschini, si protraevano più del tempo previsto dal protocollo che scandiva i tempi di quegli incontri. Una volta passammo più di un’ora insieme e Paolo ne rimase molto sorpreso, io in verità ero molto divertito perché il tempo era volato via dialogando con una persona dalla quale avevo tanto da imparare.

Biffi era esattamente il contrario di Papa Francesco, non ho mai sentito uscire dalle sue labbra  una parola di elogio del pauperismo anzi mi divertiva molto quando lui, figlio del proletariato milanese, scherzava sul cardinal Martini, figlio dell’alta borghesia meneghina, e diceva che era facile parlare di povertà quando si veniva da una famiglia abbiente, la povertà degli altri.

Ascoltando in questi giorni le polemiche sull’appartamento sfarzoso del Cardinale Bertone e di altri prelati importanti del Vaticano, mi è’ viene in mente la sede dove Biffi aveva deciso di passare gli ultimi anni della sua vita. Un’austera struttura alla Ponticella, nella periferia bolognese, camere e mobilio molto modeste, non c’era nulla di sfarzoso o particolarmente attraente in quella sede, solo libri, tanti, tantissimi libri.

E pensavo al paradosso, proprio lui che non ha mai abusato della retorica della povertà aveva deciso di passare gli ultimi anni della sua vita in un modesto stabile della periferia bolognese. Lui, il cardinale Biffi che in un conclave era entrato Papa in pectore per poi uscirne, come vuole la tradizione, esattamente come era entrato, cardinale, nulla di più.

Ecco da mangapreti impenitente, da laico convinto voglio credere  e credo che la forza della Chiesa, la sua capacità di resistere nei secoli, oltre il tempo, sia dovuta ai tanti Biffi che l’hanno rappresentata, guidata e sostenuta con le loro intelligenze, il loro esempio, la loro capacità di  farsi ascoltare al di là del mistero della fede e del divino.

Dei Bertoni non rimarrà nulla, anche le polemiche  di questi giorni saranno,  tra qualche anno,  solo ricordi che il tempo cancellerà definitivamente.

 

 

 

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