La legittima difesa

Ascoltavo questa mattina alla TV italiana una discussione sul diritto alla legittima difesa della persona e dei beni.

Si discuteva  sull’esempio dell’imprenditore che aveva ucciso con una fucilata il ladro della sua auto che si era introdotto di notte in casa sua uccidendolo e che ora sta scontando una pena di sei anni perché non gli fu riconosciuta la legittima difesa.

Presenti in studio un sottosegretario alla giustizia del governo Renzi, una professoressa universitaria e un giornalista del Foglio.

In prima battuta il sottosegretario spiega perché ci sono le condizioni per concedere un indulto all’impenditore che ha già scontato un anno di carcere. Poi la professoressa spiega che in Italia il legislatore, con una legge che votammo nel 2006, ha effettivamente esteso il diritto alla legittima difesa anche alla proprietà privata, ma la giurisprudenza, ossia i magistrati, facendo un passo indietro l’hanno limitata comunque al contemporaneità del rischi della vita della persona ossia di fatto ne hanno annullato il senso della norma stessa. Il giornalista interviene e dice giustamente che la scelta del governo di concedere l’indulto all’imprenditore  è un riconoscimento del governo che su questi tipi di reati, furti in casa e alla proprietà privata, c’è allarme sociale e che lo Stato, che non è in grado di aiutare il cittadino per questo tipo di reati, di fronte a reazioni come quelle dell’imprenditore, cerca di metterci una pezza. Il sottosegretario ammette che è necessaria una nuova norma che chiarisca più precisamente il diritto alla difesa da parte del cittadino anche alla proprietà privata, ma la professoressa sostiene che è legittimo che la politica risponda ad un allarme sociale con nuove norme che allarghino il concetto alla legittima difesa, ma poi ci sono la corte di giustizia europea e la nostra costituzione che per principio tutelano la vita rispetto alla proprietà privata.

Un bellissimo siparietto, dotto ed interessante, sull’impotenza della politica rispetto alla magistratura di modificare qualsiasi cosa nel nostro Paese.

Soluzione: cambiare una costituzione vecchia e inadeguata rispetto ai tempi moderni, rendere più stringente l’operato della magistratura nell’applicazione delle leggi votate in Parlamento, oggi è troppo l’arbitro dei singoli magistrati nell’interpretazione delle norme.

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