La democrazia interna di Podemos

E’ interessante notare che tutti i movimenti che enfatizzano il valore della democrazia del popolo, sono i primi a dotarsi di strutture dirigistiche in cui con solo l’elite che li comandano  hanno il potere di decisione.

E’ successo in Italia con il Movimento Cinque Stelle dove il duo Grillo/Casaleggio gestiscono il partito senza consentire opposizione interna, con un sistema di votazione via rete condizionato e controllato.

Chi non è d’accordo, prima viene isolato, sottoposto al pubblico ludibrio della militanza beota e poi inesorabilmente cacciato.

Stessa situazione sta ora avvenendo in Spagna con Podemos.

Il suo capo, Pablo Iglesias, e il vertice da lui nominato, hanno deciso un metodo di selezione delle prossime candidature attraverso delle false primarie di rete, che con un sistema teleguidato, di fatto consentirà di decidere direttamente dall’alto chi saranno i prescelti per le imminenti elezioni politiche.

Essendoci in Spagna un sistema elettorale, a tutti i livelli, con liste bloccate, va da se’ che questa falsa democrazia interna dei dirigenti di Podemos ha suscitato una rivolta fra gli iscritti e quadri intermedi.

Una mozione contro le false primarie di Pablo Iglesias e c. ha provocato la presentazione di un documento di protesta firmato dal 20% degli iscritti, che però saranno destinati a fare la fine dei dissidenti grillini, un po’ come avveniva nel partito bolscevico, anche quello partito del popolo, in cui la via del dissidente era una sola: la cacciata nel migliore dei casi, l’esilio o la morte quella più drammatica.

La storia ci ha sempre insegnato che tutti i partiti, movimenti che hanno esaltato la volontà del popolo con la retorica della denuncia  dei governi in carica, considerati illegittimi e affamatori del mitico popolo, una volta al potere hanno fatto carta straccia dei principi di democrazia e rappresentanza abusando dello strumento del referendum o del plebiscito e diventando i primi e veri carnefici della libertà di quel popolo che loro dicono di rappresentare. Podemos, Grillo, Tsipras rientrano pienamente nell’alveo della storia di questi  movimenti populisti e non fanno eccezione neanche ora che si prepararono a forgiare i loro movimenti per le battaglie future.

Semplicemente affilano le armi usando metodi che oggi colpiscono i loro militanti, domani il mitico popolo, quel popolo beota che pensa di avere più democrazia e libertà votandoli.

La Storia dovrebbero leggerla tutti, magari non solo attravreso Wikipedia, anche il popolo se non vuole commettere sempre i medesimi errori.

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