Jose’ Tomas: un fenomeno misterioso, divino

Reflexiones sobre Jose’ Tomas è un libro in cui diversi artisti spagnoli, dalla musica al teatro, raccontano il loro amore, la loro ammirazione, la loro passione verso il torero Jose’ Tomas, la sua arte, il suo personaggio per certi versi misterioso, il suo genio unico e irripetibile.
Mistico. Genio. Ieratico. Possessore del dono del tempo. Dominatore del ritmo. Armonico. Coraggioso sìno al disprezzo della morte che cerca in ogni combattimento.
Questi solo alcuni degli aggettivi, delle considerazioni usate dagli artisti per descrivere questo fuoriclasse della tauromachia contemporanea.
Sei splendidi sonetti di Sabina, grande suo amico, e dedicati al torero di Galapagar arricchiscono questo libro sublime in cui gli artisti spiegano attraverso la loro visione culturale la straordinarietà di questo grande torero del nostro secolo.
Jose’ Tomas ha sempre avuto una vita misteriosa e strana, a cominciare dai suoi esordi incominciati, lui madrileno doc, nel lontano Mexico, il suo forte legame con la Maestranza di Barcellona, oggi terra anti taurina per odio verso questo simbolo culturale spagnolo, dove nell’ultima esibizione prima della definitiva sospensione delle corride in terra catalana, fece il tutto esaurito con diversi mesi di anticipo in una esibizione fantastica di cui si parla ancora nella città “condal” .
Ha fatto scalpore il suo rifiuto a far trasmettere in TV le sue corride, fatto che lo porterà a litigare con il business taurino, perché lui sostiene che chi vuol vedere una sua corrida deve farlo dal vivo, perché lui e lo spettatore devono entrare in empatia e lui deve poter trasmettere tutta la sua arte, le sue sensazioni, il suo stato d’animo attraverso l’azione diretta:di certo c’è che chi ha visto una corrida di Jose’ Tomas, non se la scorda più.
Pochissime sono le sue esibizioni annuali, fa sempre il tutto esaurito.
Non è certo il denaro che lo muove, vive una vita semplicissima, fuori dal grande jet set dello spettacolo con una moglie che ripara da ogni curiosità, nel semplice anonimato.
I puristi della corrida non gli perdonano il sui eccessi nel cercare la perfezione delle sue figure rimanendo immobile davanti al toro, tanto da dare l’idea di cercare la morte nell’arena.
Ogni sua esibizione finisce con il corpo e il viso sporco di sangue, talvolta del toro, talvolta il suo.
In ogni suo incontro crea un rapporto con il toro che affronta, un suo rituale è baciare l’avversario alla conclusione del confronto.
In un periodo di declino della corrida ha saputo ridare un’anima a quest’arte, a questo rito antico, ogni sua esibizione è passione viva in cui torero,,toro e spettatore diventano un unicum.
Jose’ Tomas accarezza la morte in ogni suo combattimento, torea con lo spirito dimenticandosi del suo corpo, come usava dire il grande maestro del toreo moderno Juan Belmonte riferendosi al modo di attuare dei grandi toreri.
In “Reflexiones sobre Jose’ Tomas, sette grandi artisti contemporanei, Nuria Amat, Albert Boadella, Salvador Boix, Victo Gomez Pin, Joaquin Sabina, Vicente Amigo e Robert Ryan descrivono le loro sensazioni, la loro ammirazione e passione per il fenomeno Jose’ Tomas, lo fanno a modo loro, attraverso anche divagazioni culturali e storiche che meritano una attenta lettura per comprendere il fenomeno Jose’ Tomas e non solo.
Io, che ho avuto la fortuna di vedere il torero di Galapagar in una sua memorabile esibizione a Huelva, posso confermare che assistere ad una esibizione di Jose’ Tomas ti riconcilia con il divino, con la morte, con la vita.

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