Il lodo Moro

Ha fatto grande scalpore il documento desecretato del colonnello Giovannone del 1978, in cui nero su bianco si ammetteva  che esisteva un patto tra l’Olp e lo stato italiano.

In cosa consiste questo accordo, definito Lodo Moro e come è nato.

Alla fine degli anni sessanta, inizio anni settanta l’Olp comprende che per far conoscere la loro lotta contro lo stato di Israele era necessario uscire dai confini medio orientali  e per fare ciò i palestinesi iniziano a compiere una serie di dirottamente e sequestri di aerei che finirono nelle prime pagine dei quotidiani occidentali facendo conoscere ai cittadini europei e americani la lotta dei terroristi palestinesi contro Israele.

Uno dei primi paesi a subire questo tipo di attentati fu proprio l’Italia, con il dirottamento di un aereo israeliano che decollava da Fiumicino per Tel Aviv  e venne dirottato ad Algeri dove i passeggeri furono liberati dopo lunghe trattative e  i sequestratori furono lasciati in libertà.

I dirottamenti si susseguirono uno dietro e l’altro e molti furono realizzati proprio in Italia tanto che ciò incomincio’ a preoccupare le autorità italiane.

Fu allora che l’on Moro, all’epoca  Primo ministro e poi ministro degli Esteri, diede mandato a quello che era stato suo capo scorta, il colonnello Stefano Giovannone ufficiale dei C.C.  e poi del SISMI con incarico operativo come responsabile dei servizi in Medio Oriente, di aprire un dialogo con le autorità palestinesi per evitare ulteriori attentati in Italia da parte dei terroristi arabi.

Giovannone strinse un forte rapporto con l’Fplp, l’ala marxista della galassia dell’Olp, e con loro sancì un patto: mai più attentati in Italia, ad esclusione di beni e persone americane ed ebree, in cambio di un lasciapassare per le armi ed esplosive che l’Fplp deteneva in Italia e che da qui distributiva al resto dei gruppi terroristi europei della galassia dell’estrema sinistra e del terrorismo arabo palestinese.

In Italia due erano i depositi, accertati anche dalla giustizia italiana,  di armi ed esplosivi dell’Fplp, uno era in Veneto e l’altro in Sardegna e venivano custoditi in collaborazione con le Brigate Rosse che come disse un alto vertice dell’Fplp furono i migliori alleati in Europa della causa la palestinese.

Addirittura l’ultimo grande carico di armi ed esplosivi dell’Fplp fu trasportato da un veliero italiano guidato dal brigatista Moretti sotto il controllo dei nostri servizi che per evitare problemi fecero supervisionare il carico, avvenuto a Cipro, dalle nostre truppe di stanza in Libano,, ovviamente ignare di quello che stavano facendo in quel veliero.

Il rappresentante dell’Fplp in Italia, Abu Saleh, aveva un rapporto diretto con il colonnello Giovannone, tanto che quando venne arrestato nel 1979 per i missili di Ortona, le autorità di polizia trovarono sul suo comodino   il numero di telefono personale   di Giovannone.

Il lodo Moro ovviamente fu un accordo non scritto, un patto stabilito nei fatti e venne reso pubblico per la prima volta da un ufficiale del SISMI nel processo istruito da Mastelloni a Venezia sul traffico di armi Br/OLP  e poi confermato da Cossiga e dagli stessi vertici dell’Fplp.

Il documento che abbiamo ritrovato tra quelli desecretati, grazie al decreto Renzi, in cui Giovannone parla per la prima volta di accordo teso a non subire attentati in Italia e’ fondamentale per rafforzare ciò che già si sapeva, ma altrettanto importanti sono i documenti contenuti nel fascicolo già oggetto di segreto di stato scaduto nell’agosto dell’anno scorso e che riguarda il rapimento e l’uccisione dei due giornalisti italiani Italo Toni e Graziella De Palo.

La storia dei due giornalisti e’ nota. Si recarono in Libano per fare un reportage sul traffico di armi Br/ palestinesi proprio dopo due settimane la strage di Bologna e, inconsapevolmente firmarono la loro condanna a morte. Il Colonello Giovannone li ” vendette” ai palestinesi che li fecero sparire per evitare che qualcuno avesse notizie su quel traffico di armi che avrebbe potuto portare a Bologna…..

Nel 1984 Giovannone fini’  sul banco degli imputati per la sparizione di Italo Toni e Graziella De Palo, ma si salvò trincerandosi dietro il segreto di stato che gli fu concesso dal primo ministro dell’epoca Bettino Craxi.

Ma il lodo Moro e’ ancora vigente?

Molto e’ cambiato dai quei primi anni settanta e molti protagonisti di quell’accordo non sono più in vita: dallo stesso Moro a Giovannone fino ai vertici dell’Fplp.

Ma che ancora oggi quel patto scellerato abbia una sua funzione lo si deduce da almeno due cose. In primo luogo che l’Italia continua ad essere l’unico paese in Europa mai toccato da attentati arabi se non quando colpiscono obbiettivi ebrei o americani : attentato alla sinagoga di Roma del 1982, uccisone del paralitico ebreo americano Leon Klinghoffer nel dirottamento dell’Achille Lauro, attentato a Fiumicino del 1985  alla compagnia israeliana El Al e a quella americana Twa.

La seconda dal fatto che i documenti nel fascicolo della scomparsa di Italo Toni e Graziella De Palo, nonostante sia scaduto il segreto di stato che ne impediva la lettura, a tutt’oggi vengono mantenuti secretati.  Io personalmente, in un incontro con i massimi vertici dei nostri servizi, sono stato informato che ancor oggi i contenuti di quei documenti non possono essere resi pubblici in quanto trattano relazioni internazionali ancora in essere.

Cinicamente si può dire che il Lodo Moro salvo’ molte vite di nostri concittadini evitando attentati nel nostro suolo. In verità si accetto’ di coprire le azioni di terroristi che con quelle armi ed esplosivi che si permettava  a  loro di trasportare e detenere in Italia, uccisero tanti cittadini europei, italiani inclusi. A cominciare  da Stefano Gaj Tache’, un bambino italiano di religione ebraica ucciso nell’assalto alla sinagoga di Roma nel 1982.

Ma  il paradosso di tutta questa vicenda sta nella morte di colui che diede il nome al Lodo, Aldo Moro, ucciso dall Br, i migliori alleati europei dell’Fplp, probabilmente con quelle stesse armi che lui, indirettamente, aveva acconsentito di far entrare in Italia.

Forse anche per questo sul Lodo Moro si preferisce far calare un silenzio pesante come un macigno.

 

 

 

 

 

 

1 Comment

  • Rispondi Ottobre 12, 2015

    Giuliano Sadar

    Interessante, ma ci alcune imprecisioni. Il Lodo entrò segretamente in vigore non per i dirottamenti, ma per altri fatti precisi. Dall’attentato di Settembre Nero ai serbatoi di petrolio di Trieste del 4 agosto 1972, al sequestro dei missili a Ostia del 5 settembre 1973. E, in mezzo, tutta una serie di sequestri di armi a palestinesi, giordani e libanesi a Fiumicino. Comunque di sicuro ora la vicenda Toni-De Palo assume inquietanti risvolti.

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