I vecchi baroni del Ppe lanciano un segnale a Rajoy

Probabilmente era inevitabile, ma nessuno se lo aspettava in questi termini e in tempi così ristretti.

Fabra, Rudi, Cospedal, Herrera e Bauza’ che rappresentavano, fino a prima delle ultime elezioni amministrative spagnole,  la dirigenza locale delle regioni roccaforte del Ppe, alla luce della loro sconfitta hanno fatto un passo indietro criticando apertamente Rajoy.

Lo hanno fatto da una parte annunciando che stanno preparando la loro successione e dichiarando pubblicamente a sei mesi dalle elezioni nazionali spagnole, che si svolgeranno il prossimo dicembre,  che anche Rajoy dovrebbe seguire il loro esempio.

Il più chiaro di tutti è stato Juan Vicente Herrera presidente di Castilla y Leon, da sempre feudo elettorale del Ppe che alla domanda quale sarebbe per lui il miglior candidato alla presidenza del governo ha risposto testualmente: ” io direi a Rajoy guardati allo specchio e risponditi……”

Diretto e senza peli sulla lingua il potente Herrera che lancia insieme agli altri leader locali del Ppe un segnale chiaro di cambiamento a fronte della cocente sconfitta elettorale delle ultime amministrative per ridare una speranza di vittoria al partito popolare alle ormai imminenti elezioni nazionali.

Dubito che Rajoy coglierà il segnale e che avrà il coraggio di fare il passo indietro che gli viene richiesto dai vertici del suo partito.

Chi lo conosce bene sa che il leader galiziano e’ un uomo freddo, un muro di gomma di fronte ad ogni critica, un leader che governa il suo partito apparentemente con moderazione in realtà con durezza ogni qual volta qualcuno ha provato a dissentire.

Il metodo che usa ogni qualvolta deve affrontare i problemi che gli si parano di fronte e’ sempre quello, li evita, li disconosce, non ne parla. Come gli struzzi nasconde la testa sotto terra.

E questo perché Rajoy non è un leader, e’ un bravo burocrate capace di svolgere diligentemente il compitino come ha dimostrato nella gestione della crisi economica spagnola, ma non trasmette pathos. È un freddo calcolatore e, in quanto tale, non coglie il polso della situazione.

Spera di cogliere i frutti delle sue scelte vincenti in materia di economia, ma non è in grado di comprendere che oggi non è sufficiente presentare gli ottimi risultati macroeconomici che ha realizzato il suo governo per vincere le elezioni.

Gli elettori chiedono nuovi volti, persone estranee a quel sistema di corruzione che ha travolto il partito popolare a livello locale e nazionale.

Rajoy non ha capito che le ultime elezioni amministrative hanno dato un’alternativa al bipartitismo che ha governato ininterrottamente la Spagna dalla morte di Franco ai giorni nostri.

Nuovi partiti sono apparsi all’orizzonte e partiti anche credibili come Ciudadanos che hanno saputo crearsi un percorso vincente non con le sparate demagogiche e populiste come Podemos, ma con il rigore di chi crede che una politica fatta all’insegna della competenza e della legalità sia possibile.

il tempo e’ scaduto, o Rajoy fa un passo indietro e lancia un erede estraneo alle vecchie logiche del partito popolare o il destino del suo partito e’ già scritto e a dicembre sarà una sconfitta ancor più clamorosa rispetto alle recenti amministrative.

Dinosauri che non accettano il cambiamento…..

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