Gelli e la strage del 2 Agosto

È morto Licio Gelli, il grande burattinaio della loggia massonica deviata P2 e, con l’occasione, ovviamente si rilanciano vecchie tesi ed argomenti relative ad un pezzo recente della storia italiana di cui lo stesso Gelli e’ stato protagonista.
Ovviamente l’on Paolo Bolognesi, presidente dell’associazione dei famigliari delle vittime del 2 agosto, ancora in carica nonostante il paese conflitto di interessi con la sua carica parlamentare ( a proposito dei conflitti di interessi del nostro Paese ) ha colto l’occasione al balzo per rilanciare la tesi che lo stesso Licio Gelli sia il mandante della strage di Bologna. Tesi suggestiva, che solletica il prurito di molti. Peccato che Licio Gelli sia già stato condannato per la strage di Bologna, insieme ai vertici del SISMI di allora, suoi fratelli di loggia, ma la cosa divertente e la dice lunga sull’attendibilità di quel processo ( che portò anche alla condanna di Valerio Fioravanti, Francesca Mambro e Luogo Ciavardini ) e’ che Gelli e i vertici del SISMI furono condannati per depistaggio.
Quale fu il loro depistaggio e verso chi depistarono le indagini dei magistrati?
Gelli e c. furono accusati e quindi condannati per aver fatto ritrovare sul treno espresso 514 Taranto-Milano il 13 gennaio 1981 ( quattro mesi dopo la strage di Bologna ) un mitra Mab, che poi scoperto proveniente da un deposito di armi nascosto nel ministero della sanità è gestito dalla banda della Magliana e i ns servizi, esplosivo t4 compatibile con quello usato alla strage di Bologna, ma sopratutto documenti falsi e biglietti di aereo facilmenti riconducibili a Giorgio Vale e Valerio Fioravanti.
Ossia Licio Gelli e i vertici dei servizi segreti avevano falsificato delle prove per far indirizzare i magistrati che indagavano sulla strage di Bologna verso alcuni esponenti del gruppo Nar, lo stesso gruppo terroristico a cui appartenevano Fioravanti, Mambro e Ciavardini che poi, nello stesso processo furono condannati, non per aver messo la bomba come sostiene qualche ignorante, ma per partecipazione, non si sa a che titolo, a quell’attentato: una contraddizione palese, che però la Cassazione , che emise la sentenza definitiva, si guardò bene da contestare e che portò, ironia della sorta, al pagamento di un risarcimento ai famigliari di Giorgio Vale, nel frattempo ucciso dalle forze dell’ordine, per i danni subiti dal depistaggio.

Ma perché Licio Gelli e i vertici del SISMI falsificarono le prove per accusare i Nar e coprire chi o che cosa?

Le rispose le trovate su ” Bomba o non bomba alla ricerca ossessiva della verità ” ed Minerva che ho scritto dopo quasi 20 anni di ricerche….

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