Elezioni Andalucia: ma pensa un po’

bandiera Andalusia

Le elezioni in Andalucia erano un test importante per la Spagna che si accinge ad un lungo percorso elettorale, a giugno le amministrative e alla fine dell’anno le elezioni politiche nazionali.
Al di là della riconferma del Psoe, scontata in una regione che come la nostra Emilia Romagna vede governare la sinistra in una continuità amministrativa unica da quando esiste la Spagna moderna, grazie ad un controllo sociale ed economico che sa di regime, la grande attesa era per il risultato di Podemos.
Un movimento simil grillino che nei sondaggi nazionali pareva essere il primo partito e volava oltre il 25% nei sondaggi.
Invece in Andalusia e’ arrivata per Pablo Iglesias e c. una sberla che ha enormemente ridimensionato questo nuovo fenomeno politico che sono ad ora pareva inarrestabile.
Podemos infatti si è fermato al 15%, risultato certamente significativo, ma molto al di sotto delle attese.
Sicuramente sui risultati, come per le Europee in Italia con il 40% pro Renzi, ha pesato il fatto che non è più il momento del voto di protesta e anche lo scandalo dei soldi del regime venezuelano di Chavez prima e Maduro ora percepiti dal vertice di Podemos e nascosti al fisco spagnolo non hanno certamente aiutato i grillini in salsa iberica.
Era comunque nell’aria ed è puntualmente avvenuto quello che gli addetti ai lavori andavano dicendo da tempo, ossia la fine del bipartitismo Psoe- Ppe che per anni ha caratterizzato la politica spagnola.
Infatti oltre che il risultato di Podemos alle elezione andaluse va registrato il 10% dei consensi ottenuti da un partito, Ciudadanos- Partido de la Ciudadania, nato in Catalunia il 7 giugno del 2005, per contrastare sia il nazionalismo catalano che quello centrale e che poi ha visto estendere il proprio consenso in tutta Spagna con l’idea del rinnovamento della classe politica, la lotta alla corruzione e una idea liberale della società e dell’economia.
Alle elezioni in Andalusia, regione molto difficile per un partito neo liberale che si colloca al centro, fondato e composto da un vertice di intellettuali, il risultato di Ciudadanos e’ stata una grande sorpresa, che ha da subito significato un forte incremento nei sondaggi nazionali nei test per le prossime politiche a favore di questa giovane formazione politica.
Un risultato che ha di fatto rotto il bipartitismo e ha messo nell’angolo l’UpyD di Rosa Diaz, una ex parlamentare che alcuni anni fa lascio’ il Psoe per fondare un partito centrista e che sino ad ora aveva avuto alterne fortune.
Rosa Diaz ha snobbato Ciudadanos quando era più forte e ha rigettato a suo tempo una proposta di convergenza da parte del leader di Ciudadanos , Alberto Rivera, che ora si prende la rivincita rifiutando sdegnosamente ogni ipotesi di alleanza con Upyd ridotto ormai a partito marginale.
Dunque un nuovo partito di centro, liberale, moderno con una classe dirigente forgiata dal duro confronto politico catalano si presenta nello scenario politico nazionale.
La provenienza politica dei suoi dirigenti e’ varia, socialisti e popolari, ma nessuno di loro aveva mai fatto politica attiva precedentemente e con queste caratteristiche si presentano come la nuova classe dirigente che vuole governare il paese, uscendo dai vecchi schemi di un vetusto bipartiamo relegato ad un declino inevitabile a causa di vecchie nomenclature che hanno bloccato il rinnovamento della politica spagnola.
Secondo gli studi degli addetti di settore l’elettore di Ciudadanos e’ un elettore moderato che precedentemente ha votato in gran parte il Ppe, anche se c’e’ una rilevante presenza di ex voto socialista.
Proprio a causa di ciò Rajoy sta spostando i suoi attacchi da Podemos e dal Psoe a Ciudadanos, numeri alla mano ha ben compreso che il partito di Albert Rivera rischia di erodere pesantemente il suo consenso e l’aria di novità che si portano appresso questi nuovi concorrenti può risultare fatale al Ppe e ai suoi baroni.
Prossimo test le elezioni amministrative di primavera.
Se Ciudadanos ripeterà l’exploit andaluso, alle elezioni politiche generali potrebbe essere una valanga.
Rajoy e compagnia sono avvisati.

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