Con la ripresa economica i Pp torna a volare

Dopo i risultati economici del primo semestre 2015 che vedono scendere la disoccupazione per il quarto semestre consecutivo con numeri occupazionali  pre crisi, la produzione  industriale che vola e il turismo, che già l’anno scorso fece numeri da record, e che quest’anno vola a + 20% , il Pp pare tornare a volare.

Con un + 4% si assesta, nelle previsioni di voto,  al 28% con un vantaggio di quattro punti sugli storici rivali del Psoe  che recuperano qualcosa anche loro. Podemos crolla al 15% e i liberali Ciudadanos che perdono  qualcosa assestandosi comunque ad un ottimo 11%.

Sono passati appena due mesi e appaiono lontani le vittorie nelle recenti amministrative  delle coalizioni di Podemos e c. Una serie di gaffe delle due sindachesse  di Madrid e di Barcellona hanno mostrato la carente preparazione di una classe politica capace di urlare all’opposizione e abili nel solleticare  la pancia della gente, ma una volta assunti ruoli di governano, manifestano i limiti delle persone e delle idee.

Sicuramente il Pp viaggia con il vento in poppa non certo per Rajoy e compagnia, che rimangono alquanto sbiaditi come immagine, ma per l’effetto delle riforme realizzate all’inizio del mandato, volute dall’Europa e che stanno producendo risultati molto positivi sul piano della stabilità economica e sociale.

Rimane una grossa incognita: le prossime elezioni in Catalunia convocate per il 27 settembre.

Il presidente catalano  uscente,  Artur Mas, a causa della sua forzatura indipendentista è’ stato abbandonato da molti compresi i suoi storici alleati dell’Udc di Duran y Lleida che non hanno approvato la svolta.

Lo stesso partito di Mas ha subito un duro colpo di immagine con lo scandalo del leader storico Pujol e della sua famiglia presi con diversi conti all’estero, ad Andorra e Svizzera,  frutto delle tangenti di 30 anni di governo catalano. Messo all’angolo Artur Mas si gioca il tutto per tutto nelle prossime elezioni alleandosi con la sinistra estrema indipendentista e repubblicana dando alle elezioni un valore di referendum pro o contro l’indipendenza.

Una una follia quella di Mas che potrebbe costare caro a tutta la Spagna, in primis alla stessa Catalunia motore economico e industriale   del Paese.

Elezioni catalane a settembre, quelle nazionali probabilmente a novembre o inizio del 2016, saranno mesi in cui chi seguirà la politica spagnola non avrà tempo di annoiarsi.

 

 

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