Ciao Bonvi

Me lo ricordava oggi in un post la mia amica Flavia Perina sono passati già 20 anni da quel maledetto giorno in cu Franco Fortunato Gilberto Augusto Bonvicini, in arte Bonvi, mori’ mentre attraversava una strada, travolto da un’autovettura: uno stupidissimo e maledetto incidente.
Ci eravamo conosciuti nel 1985 sui banchi del consiglio comunale di Bologna. Entrambi neoeletti, io giovanissimo, 22 anni, eletto nelle liste dell’Msi/dn alla mia prima corsa elettorale, lui già affermato artista dei fumetti, eletto come indipendente nella lista due torri, che era la lista con cui il Pci bolognese si presentava allora alle elezioni comunali.
Ci prendemmo subito bene, era uno dei pochissimi che mi rivolse la parole, per gli altri vigeva la regola che io missino e quindi stragista, non meritavo neanche il saluto.
Scandalizzammo subito tutti, facendo alcune iniziative insieme.
La prima fu un odg per dare uno spazio per la preghiera dei primi immigrati mussulmani che già allora arrivarono in città e che pregavano con il tappetino in mezzo alla strada..eh già ironia della sorte visti i tempi.
Una sera ci recammo ad una festa di carnevale insieme all’amico Sinisi, allora assessore alla cultura per il Psi, e Bonvi ci obbligo’ a vestirci in modo ironico ricordando il partito di appartenenza: lui venne vestito da militare tedesco, Sinisi da Garibaldi e io da balilla …..vestito e accessori gentilmente fornitimi dallo stesso Bonvi. Quando entrammo alla festa dove c’era la solita intellighenzia cultura della sinistra bolognese, a cominciare dal cantautore Guccini, ci fu un primo momento di imbarazzo a cui segui’ una risata collettiva con Bonvi che si divertiva a presentarmi personalmente a tutti gli invitati come fossi una madonna pellegrina…..
Continuammo in consiglio comunale a fare provocazioni ironiche fino a quando nel 1987, dopo appena due anni dalla nostra elezione, nel corso di uno di quegli interminabili dibattiti sul bilancio che caratterizzano la vita dei consigli comunali, dopo ore e ore di inutile dibattito, Bonvi si alzò e disse: “Addio imbecillì” e si avviò verso l’uscita cantando a squarciagola “l’estate sta finendo ” dei Righeira……al gesto segui’ la lettera di dimissioni dal consiglio comunale di Bologna.
Rimanemmo sempre in contatto e ogni tanto lo andavo a trovare nel suo “bunker” di Via Rizzoli dove lui elaborava i suoi magnifici fumetti, sommerso dai tanti cimeli militari che collezionava ossessivamente.
Era una persona molto sensibile, la sua vivace intelligenza lo portava ad ironizzare e dissacrare su ogni cosa.
Anni dopo la sua morte per pura casualità e coincidenze della vita ebbi anche la sorte di conoscere sua moglie, che è diventata una cara amica,e i suoi figli.
Quel maledetto 10 dicembre del 1995 persi un caro amico, una di quelle persone interessanti che vado sempre cercando nella vita da giramondo che mi appassiona.
Certo mi manca, ma i ricordi del tempo passato con lui continuano a farmi compagnia.
Ciao mitico e unico Bonvi, conservo sempre la statuina di Galeazzo Musolesi che mi regalasti con la tua solita ironia…..

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